Negli ultimi due anni la quantità di siti che permettono di inserire annunci senza pagare è aumentata del 40 %, spinta da modelli basati sulla pubblicità o su servizi premium opzionali. Questo slancio è stato alimentato da una crescente domanda di vendita peer‑to‑peer e da un desiderio di ridurre i costi di marketing per piccole attività. Molti utenti hanno sperimentato un rapido ritorno sull’investimento, ma la saturazione dei canali ha iniziato a ridurre la visibilità media di ciascun annuncio.
Allo stesso tempo, le piattaforme hanno introdotto algoritmi di ranking che privilegiano contenuti con tassi di risposta più alti, penalizzando gli inserzionisti inattivi. Alcune hanno cominciato a richiedere verifiche d’identità per combattere frodi, creando una barriera aggiuntiva per gli utenti più inesperti. Il risultato è una dinamica in cui la gratuità apparente è condizionata da fattori qualitativi e da una partecipazione costante.